Musica e Memoria. I "Kletzmorim Maseltov" a Maccagno

Municipio di Maccagno
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Il 1° novembre 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito, il 27 gennaio di ogni anno, il Giorno della Memoria.
Una data non casuale, ma che ricorda la liberazione, avvenuta nel 1945, del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

In molte città si è soliti rendere omaggio, con manifestazioni, mostre e incontri, a quel terribile momento storico, ricordando l’assurdità e le vittime della follia umana.

Maccagno con Pino e Veddasca ha scelto di ospitare un gruppo di musicisti, i “Kletzmorim Maseltov” che si esibiranno nello spettacolo “Musica e Memoria”, in scena sabato 25 gennaio 2020 alle ore 21 all’Auditorium di via Pietro Valsecchi 23.

La passione per la musica della tradizione popolare ebraica è il punto di unione questo gruppo, formato da Marcello Serafini (chitarra), Emanuela Boggio (chitarra e voce), Francesco Facchini (violino), Elisa Carnelli (attrice) ed Emiliano Renzelli (contrabbasso).
Musica Yiddish e Shoah saranno il fil rouge della serata: una musica ricca di espressività, talora felice e spensierata, altrimenti triste e malinconica.

I “Klezmorim” erano musicisti itineranti (soprattutto clarinettisti e violinisti) che suonavano per accompagnare tutte le ricorrenze della vita ebraica, dai funerali ai matrimoni, alle feste popolari. “Maseltov” significa ‘saluto gioioso’.
La musica era tramandata oralmente ed era accompagnata al canto, in lingua yiddish ed ebraica. Seppur in condizioni estreme, nei lager esistevano momenti di musica.
La storia ricorda il famosissimo Olivier Messiaen, che era riuscito a comporre (scrivendo la partitura su rotoli di carta igienica) il bellissimo “Quatour pour la fin du temps”, quartetto per violino, clarinetto, piano e violoncello.
Era naturalmente difficilissimo suonare, nei campi di sterminio, ma in qualche modo si riusciva. Era un momento in cui ci si poteva
estraniare, seppur brevemente, dagli orrori quotidiani che i prigionieri vivevano nei lager.

Una serata per non dimenticare. Per riflettere, conoscere e per tramandare quello che la storia ci ha consegnato.
Perché non si ripeta.


L’ingresso allo spettacolo è libero, fino ad esaurimento dei posti. www.auditoriummaccagno.it

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