“Meraviglie dal caveau. Picasso, Balla, de Chirico, Guttuso, Fiume, Levi, Cassinari”. Alla scoperta dei tesori del “Parisi Valle”

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Dopo la retrospettiva dedicata all’architetto Maurizio Sacripanti con la mostra “La mia balena” che ha svelato - attraverso disegni inediti - le diverse fasi di progettazione e realizzazione del Museo, dal 1981 al 1998 (anno in cui fu inaugurato), l’Amministrazione comunale, insieme con il curatore del “Parisi Valle” Federico Crimi, continua ad occuparsi del ponte sul fiume Giona. 

Un’eccezionale raccolta di grafica, prevalentemente disegni, frutto di doni e scambi del mecenate e artista Giuseppe Parisi, si potranno ammirare nella nuova mostra: “Meraviglie dal caveau. Picasso Balla de Chirico Guttuso Fiume Levi Cassinari”, che verrà inaugurata sabato 15 luglio alle ore 17.30. Con un sottile fil rouge che lega la precedente esposizione a quella nuova, infatti, prosegue la volontà di rendere fruibili ai visitatori i tesori provenienti dalla collezione del Museo “Parisi Valle” di Maccagno con Pino e Veddasca (Va). Il Sindaco Fabio Passera e l’Assessore alla Cultura Elisabetta Cornolò concordano sul sentimento di meraviglia che assale nel vedere quanti capolavori di maestri del Novecento fanno parte della collezione donata nel 1977 al Comune da Giuseppe Vittorio Parisi (nato nel 1915 proprio a Maccagno e morto a Roma nel 2009) e dalla moglie Wanda Valle. Era il 1979 quando il Consiglio Comunale deliberò l’istituzione del Polo culturale “Fondazione Parisi-Valle”, che si concluse nel 1998 grazie all'apporto determinante della Provincia di Varese. “Siamo spesso attratti da preziosità che vengono da lontano, e finiamo per dimenticarci quelle che abbiamo accanto a noi. Anche con questa esposizione il nostro Museo definisce sempre di più il suo altissimo spessore culturale e la sua capacità divulgativa. Puntiamo a dare un contributo agli studiosi dell’arte e agli operatori del settore con le opere di grafica e i disegni dei maggiori artisti dell’arte post-moderna e contemporanea”. 

Davvero un patrimonio inestimabile, quello racchiuso nello scrigno della “grande balena”: 2.085 opere, di cui 915 grafiche, 439 bidimensionali e 325 tridimensioni. A esse vanno aggiunti reperti antichi e numismatici per oltre 400 pezzi. Carla Burani ha scritto che questa collezione va letta "come un possibile contributo al quadro dell'arte moderna e contemporanea italiana degli anni 1930-1980 e come materiale di confronto con le più avanzate esperienze artistiche europee che si inseriscono qui in un contesto storico-artistico specificamente italiano”. Del resto non potrebbe essere altrimenti, se si considera quanto fu densa di incontri, scambi culturali e artistici la vita di Giuseppe Vittorio Parisi che a Milano, Parigi, Roma, dagli anni Trenta al secondo Dopoguerra, conobbe figure del calibro di Giorgio de Chirico, Giacomo Balla, Pablo Picasso. 


Ma veniamo ai tesori in mostra: si va dalle quattro preziose matite ottocentesche del romano Bartolomeo Pinelli (1771-1835) alle sperimentazioni informali e astratte del secondo Dopoguerra di Pietro Consagra (1920-2005), Pericle Fazzini (1913-1987), Giuseppe Capogrossi (1900-1972) e Ettore Colla (1896-1968), questi ultimi impegnati a Roma con Burri e Parisi nel Gruppo Origine. Presenti alcuni esemplari di Salvatore Fiume (1915-1997), scelti tra i 40 disegni e le stampe della collezione del Museo, donate dall’artista siciliano a Parisi nel corso di una densa amicizia. Il pittore e poeta Toti Scialoja (1914-1998) con Case a Trastevere (1946/47) chiude il cerchio della cospicua rappresentanza romana; tra gli autori “milanesi”, Gianfilippo Usellini (1903-1971) e Trento Longaretti (1916-2017). Particolarmente significativo, poi, il confronto tra il nudo di Atleta in riposo (1936) di Italo Valenti (1912-1995) e il ritratto virile (1950 ca) di Bruno Cassinari (1912-1992), oltre alle eccellenti matite (1947) di Eugenio Birolli (1905-1959); il codice picassiano risalta nei due giovanili nudi femminili di Renato Guttuso (1911-1987) e nel lavoro di Giulio Turcato (1912-1995). L’Espansione fiore (firmato significativamente ancora Futurballa) e l’Espansione profumo, di Giacomo Balla (1871-1958), che Parisi frequentò a Roma, e il piccolo inchiostro bozzetto per il Bagno turco di Pablo Picasso (1881- 1973) del 1921, dimostrano la volontà degli artisti di superare le rigide formule dell’Avanguardia in un progressivo recupero del dato umano e sensoriale, con significativo riflesso sulle forme di corpi, simboli e architetture. Il pastello (1929-30) di Giorgio de Chirico (1888-1978) conferma la validità di una ricerca durata un’intera carriera e il felice innesto degli influssi surrealisti sull’artista greco. Il nudo a matita e acquerello del 1950 di Carlo Levi (1902-1975) scrittore, pittore e antifascista torinese, famoso per il suo romanzo Cristo si è fermato a Eboli, trova nella forza dei corpi avvinti una capacità espressiva in grado di far superare al disegno i limiti del bozzetto per consacrarlo a formula espressiva compiuta e a pieno titolo. 

Venerdì 21 luglio 2023 alle ore 18 è prevista una visita guidata alla mostra, a cura di Federico Crimi. Tutti gli eventi a tema che si svolgeranno durante il periodo di apertura - cioè fino al 29 ottobre 2023 - sono a ingresso libero, senza obbligo di prenotazione. Orari: il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00 Sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Per informazioni: + 39 0332 561202 www.museoparisivalle.it

Civico Museo “Parisi Valle”

Via Leopoldo Gianpaolo 1

21061 Maccagno con Pino e Veddasca (Va).

A cura di Costanza Guerri

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